SERIEAFEMMINILE: AS ROMA – 3 PUNTI D’ORO CONTRO IL NAPOLI

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SERIE A FEMMINILE
ROMA-NAPOLI
CREDIT:LUCIANO SACCHINI FOTOREPORTAGE

 

Chi ha scritto per le lupe quest’anno, tra un’indomita speranza quasi mazziniana, capace di rinnovarsi dopo ogni ‘tempesta del dubbio’, e un fatalismo stoico, affiancato da un inesorabile determinismo astrale, è stato costretto ad attraversare tutti i generi letterari. Si è passati dall’epica, al racconto realista, al grottesco, per finire con l’epitaffio. Ne è risultato un generale disorientamento causato dal corto-circuito continuo determinato dalla contraddizione fra l’impostazione tattica e i movimenti d’insieme della squadra, raramente passibili di biasimo, e una serie incredibile e rocambolesca di errori tecnici. Che la Roma abbia raccolto molto meno di quanto avrebbe meritato è di un’evidenza cartesiana: bastano i numeri, ovvero i nove pali colpiti in undici partite, a dimostrarlo. Eppure anche la partita di oggi non fa eccezione, quanto a indecifrabilità.

Le ragazze di Bavagnoli, schierate in formazione tipo, Bonfantini è out per infortunio, si trovano di fronte il Napoli che ha un solo punto in classifica. Ma tutto è difficile, fino ai minuti di recupero. Tutte sono perse nella via del dubbio e della disperazione. Vi sono bei fraseggi, movimenti senza palla, all’inizio addirittura un contro-pressing che porta i difensori centrali fino alle tre-quarti avversaria. Alla prima azione del Napoli, tuttavia, da palla inattiva, vizio ormai atavico, è gol. Su cross di Fusini, tra le migliori delle azzurre, Popadinova, per la verità anche marcata da Erzen, stacca e insacca sul secondo palo.

Il tempo c’è e la Roma ricomincia a premere. Thomas prende spesso il fondo con forza e indirizza bene verso l’area di rigore, ma quasi mai v’è l’attacco giusto al primo palo. Il pareggio arriva come al solito ed è opera della Campionessa. Andressa imbecca Serturini sulla sinistra appena dentro i sedici metri. Controllo e tiro a rientrare e palla all’incrocio. Una giocatrice dominante, che da sola non basta.

Ma le azioni proseguono e al 32’ Andressa ha la chance. Liberata in posizione centrale da Thomas, entra in area, ma fa troppi tocchi prima di calciare e la sua conclusione è ribattuta in extremis. Al 35’, è calcio di rigore per le lupe. Giugliano batte un calcio di punizione dalla sinistra e colpisce in pieno Oliviero che ha le mani davanti al corpo. L’arbitro Costanza è generoso e indica il dischetto. Andressa veste i panni della guerriera che esalterebbero i tifosi. Sfodera un sinistro violentissimo e una rabbia degna di un’amazzone. È 2-1. Tutto, almeno questa volta, lascia presagire ad un trionfo, ma non sarà così. Al 45’, Thomas, bella prestazione la sua, viene ben smarcata sulla destra e non trova la porta.

La ripresa si apre con la Roma che vuole chiudere i conti e mostra il suo volto migliore. Tagli e palla in verticale. Al 48’, show di Serturini che va via e serve Andressa al limite dell’area, bomba di destro e traversa. Le lupe non si fermano. Tre minuti dopo, è Lazaro protagonista di un affondo strepitoso. Penetra nella difesa, frena con il destro e porta palla sul sinistro incrociando il diagonale. Catalina Perez fa un miracolo.

 

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ROMA-NAPOLI
CREDIT:LUCIANO SACCHINI FOTOREPORTAGE

La squadra, ormai lo si sa, non è sicura. Se davanti fatica a far gol, dietro mostra incertezze sia sulle ripartenze, sia, soprattutto nell’uno contro uno. Ed è un dèjà-vu. Erzen si fa superare e prende per un braccio Hjohlman. Il penalty è inevitabile e Huchet non sbaglia. Le storie, però, non possono sempre avere lo stesso finale con buona pace di Polibio. Gli astri inclinano, ma non necessitano, diceva Tolomeo. Così le lupe ripartono e al 64’ tornano in vantaggio. Thomas scende sul fondo per l’ennesima volta e crossa. Irrompe la furia di Bartoli e di testa fa palo-rete. L’esultanza è ancestrale. Bavagnoli ride, essere soddisfatti, nondimeno, è ben altro. La Roma non controlla, dà l’impressione in difesa di leggere male le traiettorie e, al 68’, dopo una serie di carambole, Bartoli è costretta al salvataggio sulla linea. Il match si chiude con una bellissima punizione di Giugliano, quasi da fondo campo, che costringe Perez a un altro miracolo.

Che dire? Pregi e difetti soliti. Contro una squadra più debole. Un problema tattico sembra essere, vedi supercoppa, la capacità della linea difensiva di leggere i tagli in verticale, soprattutto quando è molto alta. I terzini quasi mai scappano ad imbuto. È una piccola segnalazione da tecnico, che ci si permette di fare. Per il resto, continua un libro dal genere misterioso, la cui pagina odierna racconta di tre passi nelle terra di nessuno. La trincea nemica, ancora, è lontanissima.

Pietro Secchi

CREDIT PHOTO:LUCIANO SACCHINI FOTOREPORTAGE

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