SERIE CADETTA FEMMINILE, CALCIO DI SERIE B

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Serieafemminile.eu, benché abbia chiaro nella sua natura l’oggetto del proprio interesse ed il tema centrale della sua attività informativa e di divulgazione, non può non notare gli accadimenti quantomeno singolari che si stanno verificando nella serie cadetta, dove la pandemia, in questo infausto periodo, sta agendo e provocando danni sportivi abnormi.

Come in tutte le attività umane, sportive e non, ci troviamo a dover rispettare norme che comprimono la nostra libertà adattandoci, trovando noi, ogni qualvolta, soluzioni in grado di aiutarci ad adempiere ai nostri impegni nel pieno rispetto della legge. Norme valide su tutto il territorio nazionale o provvedimenti locali che siano, tutte ci aiutano ad evitare contagi e a riprogettare le nostre giornate, le nostre settimane, i nostri mesi, sperando non si tratti anche di anni.

 

Il rispetto pedissequo di precetti cogenti dovrebbe dunque metterci in salvo e permettere a ciascuno di noi di continuare una vita per così dire normale. Proprio per questo, venendo al perché di questa nota, sorprende vedere che la serie A di calcio femminile, sotto l’egida della FIGC come la categoria inferiore, abbia avuto fino ad ora il programma delle partite rispettato per ciascuna domenica, mentre le squadre di B abbiano avuto il calendario falcidiato dai rinvii causa Covid-19. Eppure la gestione amministrativa è la stessa, ma le attenzioni, (ci verrebbe da scrivere anche gli interessi) sembrano diverse. E così, mentre la A continua spedita senza stop, nel pieno rispetto delle procedure previste dal protocollo, la B sembra abbandonata all’iniziativa esclusiva delle società: alcune infatti stanno testando con continuità tutte le componenti societarie mentre altre sembrano non farlo affatto, nel totale disinteresse (inazione ? indolenza ?) della Federazione che non riesce a garantire, imponendolo, lo stesso standard di sicurezza assicurato alla serie maggiore… ne va della sicurezza di tutte le componenti delle squadre, della garanzia che nessuno sia infetto e possa causare danni estesi.

 

Vogliamo solo ricordare che stiamo parlando di uno sport che con il prossimo anno diverrà a tutti gli effetti uno sport di professioniste. Attualmente in serie B, dopo otto giornate, su 14 squadre ne abbiamo una con una partita in meno, otto con due, quattro con tre ed una con quattro partite da recuperare. Ora, tutto è stravolto dalla situazione che siamo ormai abituati a vivere, ma vedere una Federazione che gestisce con precisione scientifica la serie maggiore e, per esser cauti, non gestisce affatto la serie inferiore lascia di stucco: ma non tanto e non solo per il risultato sportivo, che capiamo da soli è già più che falsato, ma per il rispetto che deve alle Società, agli staff e a tutte le ragazze che spesso solo per passione frequentano i campi di calcio e che vorrebbero avere chiara la situazione, almeno da qui in avanti.

L’episodio del Vicenza, partito di sabato alla volta di Pomigliano e rimandato a casa la domenica causa giocatrici napoletane infette, è sintomatico di una asincronia superficiale nel gestire le singole partite. Ci vuole certezza pre-garantita, non una tutela post-verificata !

Ma non vogliamo indicare certo noi la strada da percorrere per avere sicurezza nei campi da gioco. Qui vogliamo soltanto testimoniare che ci vuole rigore nel far seguire le perentorie indicazioni a garanzia della sicurezza sanitaria e rispetto per chi impiega risorse finanziarie (le Società), coinvolgendo atlete che a casa hanno affetti, genitori, famiglie, magari figli, un lavoro od anche solo impegni da studentesse; una vita, semplicemente una vita, che non può essere lasciata in balia di decisioni improvvise ed improvvisate, per di più mettendo a rischio sé stessi e tutte le persone che abitualmente si frequentano.

 

La serie C, in questo senso, ha interrotto il Campionato; l’autonomia della LND ha permesso al Vice Presidente Sandro Morgana di assumere una decisione che mai avrebbe voluto prendere, dolorosa ma certamente solo temporanea. Dunque in attesa qualcosa cambi, è emersa una scelta forte, una assunzione di responsabilità piena, che libera società ed atlete da balletti inconcludenti e titubanze senza sbocchi. Lo sport femminile ed il calcio nel nostro caso particolare va difeso ad ogni livello: senza offesa per alcuno e senza puntare il dito contro presunti colpevoli va trovata una soluzione, e subito. Garanzia di sanità, rispetto per le atlete e tutela dei risultati sportivi: chiediamo troppo alla Federazione ?

di

Alessandro Pomarici

(La foto in evidenza è  puramente rappresentativa come squadra del campionato cadetto)

Credit PH:Roby Antonini -Flavio Grisoli ( Franck Morgani)

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