SERIE A – MEDIA E CALCIO FEMMINILE IN ITALIA E NEL MONDO

Condividi l'articolo

 

 

La visibilità televisiva del calcio femminile in Italia è fortemente condizionata dalla strabordante valanga di notizie, informazioni, approfondimenti e curiosità che genera quella del sesso forte; questa superfetazione della comunicazione calcistica maschile, che spesso appare fuori luogo se non effimera ed inutile ai fini delle argomentazioni tecniche, investe e letteralmente sommerge tifosi e spettatori di tutte televisioni, siano esse locali, generaliste o a pagamento.

La netta preponderanza, come sappiamo, è dovuta anche a molti fattori non sportivi, a cominciare da quello economico legato principalmente ai main sponsor, per non dire d’altro. Anche il web svolge il suo ruolo allineandosi al dato televisivo: il calcio è maschio nell’ogni dove della rete, e quando viene dedicato uno spazio al gentil sesso, è solo per informare sui risultati e poco altro.

Qualcosa va però cambiando: esistono ormai molti siti online che si interessano esclusivamente del calcio rosa, anche accurati e professionalmente per nulla superficiali. I problemi, per queste testate, rimangono quelli relativi ai numeri degli accessi: in Italia i dati di ingresso degli interessati risultano poco rilevanti in termini quantitativi, e la fruizione gestionale degli stessi non è soddisfacente, mancando del tutto un sistema di archiviazione e lavorazione dei relativi Big Data ai fini di uno studio del settore. Sarebbero invece interessanti analisi specifiche in tale ambito. Tutto ciò, almeno per ora, non può indurci all’ottimismo per un prossimo futuro che rechi con sè maggiori e concrete attenzioni  verso il calcio femminile.

Eppure i numeri relativi al calcio rosa nel mondo sono in totale controtendenza: se valutiamo quelli relativi ai Mondiali 2019 tenutisi in Francia, ci accorgiamo che, compresa l’Italia, ben 90 paesi nel mondo hanno trasmesso l’evento in diretta tv. Una copertura mediatica così vasta, (1,12 miliardi di spettatori), ha sollecitato a guardare le partite il 24,1% medio del potenziale pubblico, raggiungendo numeri assoluti da capogiro: ben 993,5 milioni di utenti ha guardato un match in televisione per almeno un minuto, (dato rilevamento Nielsen, + 30% rispetto all’edizione precedente svoltasi in Canada), e 540,7 milioni lo ha fatto per almeno venti minuti continuati. La variazione in termini di ore consumate dal Mondiale 2019 fa quasi spavento: il dato aggregato -numero utenti/tempo dedicato-  parla di 2,49 miliardi di ore complessive, quando in Canada erano state solo (!) 1,29 miliardi.

Venendo al sistema paytv e disaggregando i dati, (fonte FIFA), ben 481,5 milioni di utenti hanno assistito all’evento attraverso piattaforme digitali: questo significativo numero, (che comprende anche il web-streaming), straccia il record di Canada 2015 che era di soli 80 milioni, ed ha rappresentato il 41,8% dell’utenza complessiva, mentre il restante 58,2 degli utenti ha usufruito dei canali normali televisivi. Un gran successo per le piattaforme alternative alle tv pubbliche: osservando con maggiore attenzione scopriamo che un colosso come Fox Sports ha trasmesso circa 1 miliardo di minuti sull’evento attraverso le dirette e le sue varie rubriche in studio. Sulla stessa multi piattaforma ben 14,270 milioni di utenti hanno visto tutta la finale, con picchi di 20 milioni. In Olanda 386 mila persone, (su 7 milioni di abitanti complessivi), ha assistito alla finale sul digitale. In Italia, per il calcio femminile, purtroppo manca un confronto dati tra paytv (Sky e Timvision) e televisione generalista o pubblica. Quest’ultima…

Quest’ultima, la Rai: alla Rai non sono bastati i convincenti dati d’ascolto relativi al Mondiale di calcio femminile di Francia 2019. Prendiamo Italia-Cina, ottavi di finale, partita ad eliminazione diretta: gli spettatori nel mondo sono stati circa 20 milioni, e di questi 4,7 milioni erano i sintonizzati Rai nel secondo tempo, (quasi 4 milioni nel primo), con uno share del 31,4%. Chiunque avrebbe pensato ad un grande successo, da cavalcare come un surfista farebbe con l’onda perfetta. Su Sky (5 milioni di abbonati) per Italia Cina gli spettatori sono stati 616 mila (share 4,9%), numeretti al confronto…e così, mentre Sky investe risorse per l’anno calcistico nazionale che va iniziando, la Rai si ferma. Quell’oro mediatico, per la tv di Stato, s’è presto trasformato in rame, in disinteresse. Se pensiamo che nei Mondiali di Francia la partita di Gruppo più vista in assoluto nel mondo è stata Brasile Italia, (42,3 milioni di spettatori), potremmo concludere che mentre il globo guarda con estremo interesse l’Italia femminile di calcio, da noi le iniziative per migliorare la situazione e far crescere l’interesse sono nulle. La tv pubblica snobba sostanzialmente i potenziali vantaggi che porterebbe una maggiore visibilità del calcio in rosa.

Sarà interessante valutare i dati di ascolto relativi alle partite del Campionato di calcio femminile che la paytv renderanno noti; ne sapremo presto riparlare.

di Pomarici Alessandro

Credit Photo :Giulio Tiberi

Translate »