SERIE A FEMMINILE- UNA come Federica Non si vorrebbe perdere MAI!

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CIAO FEDE, CIAO AMALIE

Un tifoso non vorrebbe mai vedere partire nessuna delle sue beniamine. Un romanista, abituato ai sogni, alle speranze e poi sempre alla delusione, quasi a fare della squadra uno specchio della propria vita, eppure teso a vedere sempre un varco per il quale tutto possa cambiare, ancor di più vive nelle sue giocatrici e nei suoi giocatori.

PH:Giulio Tiberi

E, in fondo, questo gli basta. Soprattutto se a vestire la Maglia sono giocatrici come Federica Di Criscio. Non nata romana e romanista, come si dice, ma diventa tale. Dagli spalti e dalla tv si ricorda sempre il suo sorriso, di chi non ha paura. Si ricorda la botta in testa tremenda in casa della Juve e lei pronta a rientrare dopo poche giornate.

Si ricorda anche, purtroppo, la rottura del crociato, che non ci permette di salutarla sul campo, da grande giocatrice, almeno per ora. Un’immagine, però, si ricorda più di tutte, alla fine della partita con l’Orobica. Federica sotto la tribuna del Tre Fontane, con la stampella levata in alto come una spada, in lacrime per i nostri colori.

Federica Di Criscio- PH Giulio Tiberi

Al tifoso basta questo e una come Federica non vorrebbe perderla mai. Come nella vita, però, si deve trovare il coraggio di salutare, per poi magari dire ‘un giorno’. Tutti viviamo per dire ‘un giorno’. E ‘un giorno’ lo diciamo anche ad Amalie, che con noi ha giocato una sola stagione. Poteva, forse, fare di più, essere più incisiva.

Chi scrive le ha spesso ricordato di dover attaccare di più il pallone da centravanti. Ma non fa niente. Di Amalie si ricorda un impegno strenuo, una corsa continua, un pressing sui difensori avversari che mai erano tranquille di impostare. E soprattutto un’umiltà e una dedizione alla causa, un sorriso sempre anche quando partiva dalla panchina o veniva sostituita. Un tifoso, alla fine, non vuole vincere. Sarebbe quasi una banalità. Vuole vedere se stesso, lì dentro, con quella Maglia, a dispetto di tutto quello che glielo impedisce.

E lo può fare soltanto grazie alle sue calciatrici. Con Federica e Amalie, lo abbiamo fatto: spesso, in poco tempo, abbiamo dimenticato tanto di quel che volevamo dimenticare.

Di questo, umanamente, innanzitutto siamo loro grati, tanto. Anche se proprio non avremmo voluto dire ‘un giorno’.

 

 

di Pietro Secchi

PH:Giulio Tiberi

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