SERIE A FEMMINILE: PROFONDO NERO…. LA ROMA SPRECA UN’ ALTRA OCCASIONE!!

Condividi l'articolo

 

 

PRFONDO NERO

 

 

Nulla da fare, questa volta. Nulla da dire. Il sacrificio della patria è consumato e non restano che lacrime. La Roma si ferma sull’1-1 con la Florentia compromettendo in modo decisivo il proprio campionato e mettendo in luce enormi limiti tecnici, che purtroppo sono da condividere con tutto il calcio femminile. Bavagnoli deve rinunciare ad Andressa e a centrocampo giocano Giugliano, Bernauer e Ciccotti.

In attacco, ancora una chance ad Agnese che però, non si trova più. Nonostante il buon livello agonistico di entrambe le compagini, la partita è una sagra assolutamente incredibile di gol sbagliati. Già al 4’, Serturini, la migliore per distacco tra le ventidue in campo, sola sulla sinistra in area di rigore manca il bersaglio. Al 15’, è il gol. Annamaria va via su un’azione in fotocopia, servita da Pettenuzzo, e questa volta fa centro.

Tutto lascia presagire una goleada delle giallorosse, ma la partita mano a mano si materializza come un incubo che lascia attoniti. Al 25’, l’occasione è per Martinovic, la più forte delle nero verdi: ha un palla in testa all’altezza dell’area di porta e colpisce senza angolare. Ceasar fa un miracolo. Ma l’incredibile serie continua. Non resta che raccontarla, perché dal punto di vista tattico chi scrive è davvero disarmato. Non sono lì le lacune.

Al 27’ Bonfantini sembra tornata quella di un tempo, ma è solo un lampo. Cross dalla destra che supera il portiere, Lazaro potrebbe agevolmente stoppare sul secondo palo ed entrare in porta con il pallone. La spagnola allarga il piatto e mette alto dall’interno dell’area di porta. Sono gesti, compiuti tra l’altro da una delle giocatrici più apprezzate, che non danno una bella immagine dei progressi di questa disciplina.

Il lavoro e la pazienza che servono, lo si dice con il dolore nel cuore, purtroppo sono ancora notevoli. Al 30’ sembra chiusa. Ancora Serturini, alla 100esima in serie A, da campionessa conclude di destro da fuori area e centra la traversa piena. Questa è solo sfortuna. Non così per Agnese che, al 40’, lanciata in contropiede, si libera con un dribbling a rientrare e, completamente sola, calcia alto.

Nella ripresa il copione non cambia, con le ospiti, però, che cominciano a farsi vive. Al 51’ Bardin, imbeccata da Martinovic, si presenta a tu per tu con Ceasar che esce e si esalta. La Roma comincia a tremare. Perde fiducia e il controllo del gioco. Hegerberg sostituisce Bernauer, ma la squadra si allunga e ormai ha troppe ombre alle spalle. Bonfantini lascia il posto a Thomas, ma il copione è un incubo già scritto, un profondo nero.

Al 74’, ci si illude ancora: Ceasar fa una parata incredibile su bomba di Cantore scoccata dalla sinistra appena fuori area. Forse, il peggio è passato. No. Un minuto dopo, ancora Cantore, dalla destra rovescia in mezzo, Martinovic, lasciata completamente sola, stavolta non perdona. È pareggio. La Roma però ha ancora un quarto d’ora per sbagliare l’inverosimile.

Al 77’, Lazaro, in piena area di rigore, di testa manda alto; al 83’, Hegerberg serve Soffia su punizione. Quest’ultima, da buona posizione, dentro l’area di rigore, colpisce sul primo pale e non trova il gol; al 85’, entra panzer Corelli per Lazoro e tre minuti dopo è l’ennesima replica. Bellissimo contropiede: da Giugliano a Serturini, da Serturini a Corelli, che giunge fino in area di porta: tira di potenza e colpisce il palo. Sempre Alice, la cattiveria non le manca, al 95’, si libera in area ma tira ancora alto. C’è sempre un’altra partita è vero, ma c’è anche un tempo per piangere, ci dice l’Ecclesiaste. Le illusioni non possono più essere «necessarissime», come si legge nello Zibaldone. Occorre non «detrar nulla al vero», che oggi mostra un volto impietoso. Le lacrime dell’Ecclesiaste non mostrano l’emozione dell’insuccesso. Sono impietose e pietrificate. Lo si era già scritto, la cattiveria nel tiro difficilmente si insegna. Restano, però, degli errori tecnici difficilmente comprensibili ed un dispiacere che succede ad ogni tono epico. Per i tifosi è il giorno di un profondo nero.

Pietro Secchi       

Credit Foto Fabio Cittadini           

Translate »