SERIE A FEMMINILE: la ROMA Merita, ma non ottiene nulla!

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COME SI VIVE

Chi ama il calcio lo sa. Si gioca come si vive. Ci sono giornate in cui non viaggi, non ridi, non ami, ma neppure ti disperi, né arranchi quasi a voler vedere quanto è profondo il pozzo. Eppure sono tue e quanti pensieri, quanti piccoli gesti, quante speranze fugaci che mai vorresti dimenticare. Resterebbe poco e lo sai. Così è per le partite, non tutte raccontano di gol, tiri al volo, grandi occasioni, eppure sono tue, come giocatrice o giocatore, come squadra, come tifoso. E raccontano sempre tanto. Così è, se vi pare, Empoli-Roma, nel primo tempo.

Giallorosse alle prese con un avversario rude che usa molto spesso il piede a martello, dà intensità e chiude gli spazi. Giocano Baldi in porta, molto sicura nelle uscite e Soffia terzino destro. Lazaro parte dall’inizio. La Roma domina il gioco, ma si lascia spesso spezzare il ritmo e fatica a creare occasioni da rete, nonostante un primo tempo da migliore in campo di Serturini che affonda e crossa più volte, sempre nel vivo del gioco. Mancano, ed è strano, visto che gioca Lazaro, i movimenti ad attaccare il primo palo. I cross passano come di fronte a spettatori. L’occasione migliore viene, invece, dalla destra. Al 9’ su imbeccata di Swaby, Bonfantini incrocia di destro e colpisce il palo. Poi solo tanti tackles, in una giornata, una partita come le altre.

Nella ripresa Bavagnoli schiera Hegerberg al posto di Bernauer ammonita e al 46’, con un colpo di tacco sotto misura su cross di Soffia, costringe ad un miracolo la difesa empolese. Forse non è una giornata come le altre, piangi. Ti disperi quattro minuti dopo, quando Pettenuzzo entra in ritardo in area di rigore su Cinotti e non c’è nulla da fare. Prugna trasforma il penalty spiazzando Baldi. Rabbia, reazione, senza tregua. Prima su Bonfantini al 54’, poi su Serturini al 59’, due salvataggi incredibili. Una partita che si ricorderà, una giornata in cui la Roma deve superare i propri limiti. Merita, ma non ottiene, soffre le gare a ritmo alto.

Eppure continua a pressare, Andressa su punizione sfiora l’incrocio dei pali al ’67. Thomas, entrata al posto di Bonfantini, smania e lotta. A volte si deve fare contro tutto. Al 76’, Bartoli calcia al volo e manda fuori di poco dopo essere stata atterrata al limite dell’area dell’Empoli che non supera più il centrocampo. All’82’, panzer Corelli sostituisce Serturini, al 90’ addirittura Landa subentra a Pettenuzzo.

Sembrava una giornata, una partita come tante, per i poeti del quotidiano, per le minuzie dei match analysts. Poi, l’incidente, le lacrime. La grinta che non sempre basta e si rimane sopraffatti, anche se tante indicazioni sono positive. Fino all’ultima beffa. Al 95’ Bartoli è costretta a parare sulla linea il tiro di Glionna che avrebbe decretato il 2-0. Sempre Glionna, ancora dagli undici metri, non perdona. Ci sarà un’altra giornata, un’altra partita. E sarà diversa perché le partite non sono mai uguali, come i nostri momenti.

Chi ama il calcio lo sa. Si gioca come si vive.

Pietro Secchi

 

Credit Foto :Empoliladies e ASRoma twitter

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