Serie A Femminile – Calcio e Civiltà: Italia – Brasile 0-2

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Calcio Femminile. Civiltà: Italia-Brasile 0-2

 

 

 

Si tratta di aver perso la partita più importante, quella della civiltà, quella della parità di genere sulla professione dei calciatori e delle calciatrici.

La notizia di pochi giorni fa infatti riporta l’adeguamento da parte del Brasile, considerato fra l’altro uno dei paesi in via di sviluppo e non all’avanguardia come l’Italia, che ha deciso di equiparare i compensi dei bonus e le indennità giornaliere per le calciatrici della nazionale.

In Italia invece, siamo rimasti alle vacue promesse della FIGC tanto sventolate dal presidente Gabriele Gravina che annunciò giusto l’anno scorso, in occasione del mondiale femminile di calcio quando le nostre ragazze dettero sfoggio di grandissima professionalità e preparazione deliziando gli spettatori con giocate fenomenali, di equiparare finalmente il calcio femminile a quello maschile rendendolo professionistico entro luglio 2020. Ovviamente la promessa è stata totalmente disattesa.

Così nel frattempo anche i paesi in via di sviluppo ci superano in quanto a civiltà e parità di genere.

La confederazione calcistica brasiliana (CBF) ha parlato chiaro con tanto di conferenza stampa e stanzierà il medesimo importo per i bonus e le indennità giornaliere sia per gli uomini e sia per le donne.

In Italia invece, nella testa dei dirigenti FIGC, stanno ancora giocando la partita di ‘MaschiVsFemmine’, come si faceva nei campetti sperduti delle borgate cittadine degli anni ’70.

In Brasile dunque, da quest’anno, Covid o non Covid, le giocatrici della selezione brasiliana guadagneranno gli stessi importi di grandi campioni come Neymar ad esempio.

Il frutto di questa conquista civile pare pervenire da molto lontano, allorquando la federazione australiana di calcio, già nel 2019 propose di equiparare gli stipendi delle ragazze a quelle dei calciatori maschi più conosciuti, blasonati e di gran lunga meglio pagati.

Pertanto già ai prossimi giochi olimpici di Tokyo le calciatrici brasiliane potranno finalmente godere dei giusti compensi, fra l’altro, a differenza del calcio maschile mondiale, tutti guadagnati sul campo in numerosi anni di impegno e sacrifici.

Quando avverrà il coronamento di un simile sogno anche per le nostre ragazze del calcio femminile e della nazionale?

Inoltre, ma forse questo la FIGC italiana ancora non lo sa, esiste già anche un torneo di Coppa del Mondo maschile e femminile.

La parità di salario, di compensi nello sport non è un gioco, questo dovrebbero saperlo bene ai vertici della gestione sportiva nazionale italiana ma pare che tutto taccia così come continua a tacere diplomaticamente il presidente Gravina, evidentemente affaccendato in ben altre questioni come quella di arginare l’epidemia Covid-19 fra i giocatori maschi della serie A, ripartita fra l’altro di gran fretta a causa degli ingenti interessi economici che vi girano attorno.

E il calcio femminile? Quando potrà godere finalmente anche nel nostro paese della giusta ammirazione ma soprattutto della dovuta visibilità?

Appunto forse, i succitati interessi economici stanno di certo rallentando oltremodo lo sbocciare del fiore della parità di genere nello sport e nel calcio in particolare, ma i veri investitori di sicuro non si faranno scappare la ghiotta occasione di investire anche sul calcio femminile che è un astro nascente e finanziariamente molto interessante. Tutto in crescita, tutto in divenire, se solo la federazione italiana avesse quel po’ di coraggio e senso civile necessario affinché la parità di genere abbia veramente un senso anche in Italia.

 

 

 

Carla Liberatore

Credit Foto:Serie A femminile.eu (archivio)

 

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