SERIE A FEMMINILE – AL VISMARA UN MEA CULPA PER LE GIALLOROSSE

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UNA BATTAGLIA

Davvero un brutto colpo, per la classifica e per il morale, la sconfitta per 3-2 della Roma a Milano.

Fino al 70’, infatti, le giallorosse conducevano per 0-2 con una doppietta di Lindsey Thomas (bellissimo soprattutto il secondo gol contro da fuori area). Eppure, nonostante il Milan abbia mostrato un fraseggio modesto a centrocampo ed abbia trovato due gol in mischia con Thorlvadsdottir, sugli sviluppi di calcio d’angolo, ed uno addirittura con un cross sbagliato di Jane che finisce all’incrocio dei pali, la Roma deve solo recitare il mea culpa.

Negli ultimi venti minuti il Milan ha  cambiato passo a livello atletico, ha gettato palle in area e lottato sulla seconda palla e ha soverchiato le avversarie che non sono più riuscite a ripartire e ad accompagnare l’azione. Si tratta, questo, di un limite molto grande, per una squadra, che paradossalmente, ha dimostrato a lungo di essere superiore sul piano tecnico-tattico. Andressa e Bernauer – Giugliano è uscita nei primi minuti per un nuovo guaio al ginocchio, purtroppo – hanno spesso fatto valere la loro maggior classe e mandato a vuoto le avversarie, Bonfantini ha sfoderato la solita gara da combattente, ma tutto ciò non è bastato.

Le ragazze di Bavagnoli, ma a cose fatte è sempre facile parlare, avrebbero dovuto salire con la linea difensiva, rischiando magari anche di giocare con il fuorigioco piuttosto che consentire di riempire costantemente l’area di rigore dalle attaccanti avversarie.

Le reti non a caso sono venute da rimpalli sotto misura, anche se va detto che, subito prima del 3-2, Giacinti aveva colpito una traversa e Ceasar aveva compiuto un miracolo. La Roma, questa può essere un’ulteriore chiave di lettura che spieghi l’amaro epilogo, è stata costretta a sostituire anche Swaby con la debuttante Ekroth e dunque non ha potuto inserire un’attaccante fresca che avrebbe potuto impedire alle giocatrici rossonere di costruire senza pressioni. Resta la cronaca oggettiva di una grande battaglia, di una partita estremamente equilibrata e combattuta, che sembra testimoniare come la differenza tra le due squadre che all’andata era sembrata nettissima, si sia sensibilmente ridotta.

Diventare una grande squadra è un processo lungo e difficile, tattico e psicologico. I tifosi giallorossi si augurano di vedere un’altra battaglia, nel prossimo turno contro la Fiorentina, una battaglia che è quasi l’ultima occasione per cambiare la storia di questo campionato. Ma dovrà essere una battaglia con un esito diverso.

 

Pietro Secchi         

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