SERIE A FEMMINE – ASROMA SOLIDA E CONVINCENTE

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Il calcio è probabilmente la disciplina che, più di ogni altra, smentisce il postulato dell’uniformità delle leggi di natura.

 

Nulla, vale a dire, fa sì che ad una o più prestazioni buone, ne segua un’altra altrettanto buona. Se questo è vero, la partita della Roma a Sassuolo è importante, dal punto di vista del risultato, ma anche del gioco. E non era scontato, perché all’andata con i neroverdi si era rischiato tantissimo, un rigore sul palo avrebbe potuto significare il 2-2, e perché la gestione degli ultimi minuti è ancora da migliorare. Detto questo, in Emilia, si è vista una grande squadra, soprattutto nel primo tempo, con una protagonista assoluta: coach Betty Bavagnoli. Cambia le carte a centrocampo e impiega Andressa da centrale, con Hegerber e Giugliano intermedi, pronte a inserirsi e a rendersi pericolose. E la mossa è vincente: i primi minuti sono sontuosi.

 

Pressing alto, recupero palla e verticalizzazioni. Da manuale del nuovo football europeo. Al 3’ minuto è già gol. Hegerberg va dal fondo e Agnese le guerriera appoggia in rete sul secondo palo. Dopo una breve fiammata delle padrone di casa, che vede Errico impegnare Pipitone all’11’, è uno show. Al 16’, palo di Therstup; al 23’, scambio perfetto Hegerberg-Giugliano, con Therstup che manca il tocco sotto misura; al 38’, ancora triangolo fra Andressa e Giugliano, con quest’ultima che manda fuori di poco. Un dominio che avrebbe dovuto avere proporzioni molto più ampie ed è un demerito delle giallorosse, che spesso concludono con poca cattiveria.

 

Nella ripresa, Giugliano passa intermedio destro ed Hegerberg intermedio sinistro. Andressa è ormai pienamente dentro la squadra. Più sicura Pettenuzzo che gioca bene sulla posizione, di un’altra categoria capitano Bartoli, mai in affanno. Pressa di più però il Sassuolo e qualche errore in fase di disimpegno, soprattutto di Swaby, lo facilita. Poca cosa, però, in avanti, la squadra guidata da Sabbatino.

Palle lunghe a cercare la spizzata, qualche corner, ma poco gioco a terra. Si tratta di un limite, ahinoi, comune a molte squadre della serie A, che sono più vittime di limiti tecnici, di controllo e di palleggio, che tattici. Al 63’, si vede in campo Annamaria Serturini. Segnali della grande giocatrice che è e che può essere, se trova la grinta. Al 64’, scambia con Thomas, calcia in diagonale e manca il gol di nulla. C’è gloria anche per Greggi, che va a sostituire Bonfantini, giunta al settimo gol, ed Ekroth che entra al posto di Erzen. Buona anche una parata di Pipitone, di piede, sul primo palo. Giocatrici e coach, si è visto, ci sono.

 

La Roma deve migliorare nelle uscite palla al piede dalla difesa, spesso superficiali, e come al solito nella convinzione di poter dominare, soprattutto al cospetto di avversari che non le sono superiori. La classifica dice ancora speranza. Fiorentina e Milan avranno qualche pensiero in più, anche per la Coppa Italia.

 

La vittoria, questa volta, non era scritta nelle stelle, ma nel paziente lavoro della terra. Siccome, però, il calcio ci insegna che le leggi di natura non sono uniformi, va celebrata, sempre, come si celebra una nascita.

Pietro Secchi                 

Credit Photo Giulio Tiberi

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