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Tutto molto facile, forse fin troppo per la Roma contro l’Orobica. Il 6-0, che avrebbe potuto essere molto più ampio se le giallorosse avessero spinto con più continuità, soprattutto nel primo tempo, e se Maria Zecca, schierata titolare, avesse attaccato con più determinazione i molti cross pervenuti in area di rigore, è chiaramente rivelatore del match. Forse fin troppo, si diceva, perché il divario fra le prime e le ultime della classifica è talmente evidente da sfiorare l’imbarazzo nel raccontarlo. La compagine lombarda, anche sfortunata dati i tre infortuni riportati, è apparsa slegata nei reparti, incapace di andare al tiro ed estremamente vulnerabile in difesa. La squadra di Bavagnoli, che ha dato spazio a molti elementi della rosa finora poco utilizzati, ne ha approfittato per trarre molti benefici, nella classifica e nel morale. Le note più significative sono rappresentate dalla conferma di Andressa come mezzala, la migliore finché è rimasta sul terreno di gioco, dalla ritrovata vena di Serturini, finalmente continua nel chiamare palla e nell’andarla a giocare verso l’interno del campo, e autrice di una doppietta con due gran tiri in diagonale tipici del suo repertorio, e dalla buona prova di Greggi, Cunsolo e Coluccini, le ultime due schierate nel secondo tempo. Cunsolo convince con una prestazione di quantità e qualità, impreziosita anche dall’assist per il primo gol di Serturini; Coluccini entra al posto di Hegerberg, si prende il comando del gioco e segna con un bolide dalla distanza. Belle anche le emozioni del ritorno di Pipitone tra i pali, con tanto di fascia al braccio, e del debutto di Severini, che sostituisce Andressa e sfiora anche la marcatura. L’unica novità rilevante dal punto di vista tattico, è l’impiego di Hegerberg da centrale del 4-3-3. La norvegese appare perfettamente a suo agio a giocare come ‘calamita’. Tocca molti palloni, cuce il gioco e fa addirittura due gol. Certo, tutto è da verificare contro avversarie di altro spessore, ma il centrocampo appare più folto e competitivo dello scorso campionato. Finale da brividi con la Roma a ricevere gli applausi del Tre Fontane e Federica di Criscio, abbracciata da tutte le compagne, in lacrime. Alza le stampelle al cielo per salutare, oggi brillano. Fra poco tornerà a brillare la sua spada. Queste sono le cose che ci dà il calcio femminile, senza dire “fin troppo”.

Pietro Secchi          

Credit Foto Giulio Tiberi  

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