RITORNO AI PRINCIPI: ASROMA HELLAS VERONA 2-0

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RITORNO AI PRINCIPI
Niccolò Machiavelli, nei Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio, parla del ritorno ai principi, ossia alle condizioni favorevoli che avevano permesso la fondazione di uno Stato, come l’unica via per evitare la rovina. Dopo la crisi, sul piano del risultato, ma anche di una scarsa lucidità mentale, determinata dai punti persi con il Sassuolo e con l’Empoli, Bavagnoli indica la via maestra. È di nuovo il 4-3-3 casalingo, che sembra inattaccabile. Baldi confermata fra i pali, Erzen a destra e Soffia a sinistra al posto dell’indisponibile Bartoli.

A centrocampo Hegerberg, sotto gli occhi della sorella Ada neo-campionessa d’Europa, affianca Giugliano e Andressa, premiata con i gradi di capitano. Brilla finalmente Serturini, che ha bisogno dei gol per capire la forza che davvero possiede.

Poi ci pensa Lazaro, un’attaccante che non tradisce mai. In casa, la Roma non cede un millimetro. È un’altra squadra: difesa alta, palla rasoterra, circolazione veloce e verticale. Come con il Bari, queste sono le partite che le lupe dominano. Le occasioni sono fin troppe da enumerare e l’alternarsi in avanti, nel secondo tempo Thomas sostituisce Bonfantini, dà sempre nuova linfa.

Certo, data la mole di gioco prodotta, il 2-0 è davvero esiguo e sotto misura qualche scelta un po’ più “sporca” premierebbe. La convinzione nel tiro non sembra mai quella giusta. Siamo comunque al solito discorso tattico: dove la partita è sulla tecnica, la Roma è all’altezza delle prime della classe. Baldi, praticamente, non si è mai sporcata i guantoni. La sofferenza, però, in trasferta, contro squadre più fisiche, su campi più pesanti e in partite che si giocano sulla prevalenza nei tackle e nei duelli aerei resta un problema molto serio da affrontare. Non c’è una regola che impone un’estetica nel calcio, una squadra deve sapere adattarsi. Machiavelli dice che le cose umane sempre sono in movimento e in mutazione e conviene che salgano o scendano. Sta alla persona “prudente” scegliere l’atteggiamento giusto per un riscontro con i tempi che solo garantirebbe il successo. Difficile è modificare la propria natura, eppure non impossibile, a volte nascono “uomini”, donne in questo caso, “rari”. A Bavagnoli il duro compito di diventare come Cosimo de’ Medici, a Bonfantini come Cesare Borgia.

Di Pietro Secchi

Credit Ph Giulio Tiberi

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