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Finale di Coppa Italia, Juventus – Fiorentina , al Tardini di Parma

 

sappiamo già tutti come è andata sul campo, ma noi generalmente cerchiamo di trasmettere scrivendo il come è andato tutto il resto ovvero, le emozioni di quando le nostre ragazze in campo all’inizio mentre cantavano l’Inno di Mameli con gli occhi lucidi seguendo il coro dell’Opera di Parma, tutti già eravamo proiettati a quel Mondiale che solo il nome da un brivido  che solo il poter esserci già da una gioia immensa come Nazione! E da quei occhi lucidi credevamo che la partita fosse equilibrata anche dal fatto che la Juve fresca di Scudetto avesse o accusasse stanchezza e poca lucidità. Scudetto di solo una settimana fa, conquistato con la la vittoria del Campionato a solo un punto dalla Fiorentina arrivata seconda, fosse una sorta di rivincita, per le Viola.

Ma la Juve era come se fosse abituata già a vincere,un grande Club, una grande squadra costruita con attenzione, come se realmente non fossero solo due anni che esiste questa squadra femminile, compatta e cinica,  con testa e cuore puntuale e preparata quando c’ era da colpire. Gli svarioni, intesi come errori anche sui passaggi più semplici, delle  Viola che, solo nella prima mezz’ora di gioco già avevano perso più di 14 palloni, “giochi una finale, questo non è accettabile!” Il centro campo delle Viola denso di giocatrici ma lento nel creare ri partenze valide su cui Ilaria Mauro strepitosa non poteva però farsi carico in solitaria, sarebbero state necessarie altre 5 – 6 come lei e così  come  la Guagni  e soprattutto come la Bonetti, la sua fucilata al 30 ‘ quando già si era sotto di un gol arrivato da un calcio piazzato,  ed una uscita errata ed ad una difesa “imbambolata” ,ha trovato una Laura Giuliani rispondere PRESENTE  ad un sinistro micidiale!

La risposta Juve è arrivata subito dopo con una perla da fuori area di Valentina Cernoia che sempre di sinistro insaccava sotto al sette una tiro imparabile, ora non abbiamo dati per calcolare la velocità ma era un STEALTH che siglava il 2 a zero.

I cambi del secondo tempo di Mister Cincotta, hanno reso un centro campo più compatto quasi a rombo, maggiori palloni giocabili sulle fasce e maggiore pressione finalmente, anche se dall’altra parte quando Haluko prende palla e sembra ce l ‘abbia incollata ai piedi  e si fa 35 metri  a fine stagione ci viene da chiederci, ma di pianeta è? Fa venire voglia di alzarsi in piedi ed applaudire anche se si  è tifosi di un’altra squadra, un gran talento!( 6-8  stagioni al Chelsea) non sono per tutti!

Il fraseggio tra la Clelland e la Bonetti e la Guagni e Ilaria Mauro, portano a riaprire la partita ,  andando ai supplementari forse avremmo avuto il gusto di una finale giocata al cardiopalma per  più tempo, ma  per segnare bisogna tirare e costruire occasioni, non si può dare per scontato che dai pochi tiri in porta si possa arrivare al gol. Anche perchè li  tra i pali, c è il portiere della Nazionale una garanzia!

Le lacrime di Guagni,la voce strozzata dalla commozione  di Cincotta a fine partita  il levarsi la medaglia subito dopo averla ricevuta quasi a non voler accettare questa sconfitta, sono solo i dispiaceri e l’amarezza  di non aver dato forse quel qualcosa in più  nel primo tempo, pur avendo di fronte  una Juve cosi ben messa in campo cinica e cosi SQUADRA che ci rende orgogliosi del fatto che la maggior parte di loro ci rappresenterà al Mondiale!

E poi la Coppa, la Coppa Italia, Sara Gama, il Capitano, ultima a salire sul palco allestito per la premiazione , nell’innalzare quel trofeo al cielo orgogliosa e trionfante di Vittoria, Complimenti ragazze! Complimenti per tutte le emozioni che ci trasmettete  per le vostre vittorie,  ma anche  per le vostre sconfitte, sicuri che da ogni partita possiate prendere il meglio per Voi stesse e per il futuro.

Grazie

Credit Foto : Daniele Buffa/Image Sport  www.imagephotoagency.it

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