NAZIONALE : LA DANIMARCA BATTE L’ITALIA E VOLA IN INGHILTERRA

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L’affetto o l’avversione fanno cambiar faccia alla giustizia. Ma questa volta il detto di Blaise Pascal non può essere messo in pratica; con merito la Danimarca espugna Empoli e batte nettamente l’Italia 3-1, con una prova convincente, che ha mostrato una superiorità che non ammette scuse, o per rimanere ancorati con altre parole alla frase del filosofo, non ammette attaccamento ai colori azzurri o opposizione antagonista tali da far in modo che si possa tentare di cambiar faccia alla verità del campo e alla cruda realtà del risultato. Giusto così dunque, nulla da recriminare.

 

Risoluta e da subito pronta, determinata e consapevole di quello che era l’obiettivo da raggiungere ed il compito da ultimare: così si è presentata in campo la Kvindelandshold, mentre l’Italia della Bertolini, senza Gama e Guagni, è apparsa sin dai primi minuti spaesata e senza alcun equilibrio. Prive di timore alcuno le Rosse imperversano sulle fasce, e al 7′ la Harder, tenuta in gioco dalla Giugliano e brava nell’occasione a controllare la linea dell’offside, dopo un allungo sulla destra si trova difronte alla Giuliani: il tiro della giocatrice del Chelsea è destinato nel sacco ma l’estremo difensore della Nazionale italiana devia in corner con un gran riflesso.

 

Sembrava un buon segno per il numero 1 azzurro ma invece…dal calcio d’angolo susseguente Nicoline Sorensen inventa una traiettoria a rientrare d’interno destro trovando impreparato il portiere italiano, che si lascia beffare dal gran colpo a giro dell’avversaria. Già sotto dopo pochi minuti, le Azzurre non sanno reagire e rischiano ancora al 13′ e al 14′ con la Harder sempre protagonista, volando le nostre ogni qualvolta con apparente facilità. L’Italia non riesce a costruire causa un assetto tattico fragile: il nostro centrocampo è debole, la Girelli ininfluente, le fasce sono dominate dalla Svava e dalla Nicoline Sorensen, ben supportate da Veje e Sevecke. In mezzo è evidente il dominio scandinavo; in quella zona del campo le nostre beniamine non riescono ad impostare, lente e prevedibili come sono. Va aggiunto il dato atletico: nei contrasti, non c’è dubbio, le danesi sono più forti e potenti, e le nostre soccombono senza poter opporre la fisicità che sarebbe necessaria.

 

Palla tra i piedi l’Italia è costretta spesso ad arretrare, aggredita con continuità ed agonismo dalle avversarie. Poi al 17′ ennesima fuga della Harder in corsia laterale, cross al centro dove Nadim in tuffo di testa sigla il raddoppio. Il grosso è fatto per le ospiti, tutto sembra già chiaro: sarà davvero impossibile rientrare, considerando che ancora al 19′ la Giuliani deve uscire di piede per anticipare ancora una volta la Harder che continua ad imperversare sulla destra. Le nostre soffrono, non escono mai dalla difesa con azioni filanti e palla a terra. Le corsie laterali sono attentamente presidiate dalle danesi ed in mezzo non si passa. Dopo 30′ il possesso palla dice 56% a 44% per la Rosse, oltre a 149 passaggi contro i nostri 125 e 81% di precisione contro il nostro 70%. Numeri incontrovertibili. Nel finale del primo tempo però l’Italia si sveglia dal torpore: Bonansea veloce entra in area e tira alto al 40′, poi Giacinti calcia debolmente dall’interno dell’area dopo un rimpallo e non impedisce al portiere avversario di bloccare facilmente.

Alla fine dei primi 45 minuti di gioco le Azzurre recuperano qualche decimale nel possesso palla (53% a 47% per le nostre avversarie), ed aumentano a 74% la precisione dei passaggi; nei tiri in porta 8 a 7 per le danesi ma quanto a pericolosità non c’è un numero che testimoni come le nostre avversarie siano più efficaci e temibili. Si va al riposo con dei lievi sintomi che ci fanno sperare in una reazione, ma tornate in campo le danesi, di testa, realizzano ancora con Nadim già al 47′. E’ 0-3. Galli per Rosucci e Tucceri per Girelli non cambiano il trend dell’incontro. Al quarto d’ora della ripresa una minima illusione prende corpo: Bonansea inventa una verticalizzazione per Giacinti che si fionda in area e calcia sull’uscita del portiere avversario segnando il gol che riapre la partita. Ma così non è. Anzi, al 70′ Nadim salta tre delle nostre come birilli e offre ad Harder una palla d’oro, ma Giuliani si supera ancora e nega la gioia del gol alla più attesa delle danesi. Al 75 minuto l’Italia ha un numero di passaggi superiore a quello delle avversarie (332 a 323), e ha recuperato sul possesso palla (49 ma 51 per le Rosse). Ma non basta; i minuti che passano fanno si che le scandinave aumentino il loro grado di sicurezza; il risultato ormai è in cassaforte ed infatti non cambierà più. Un finale confuso, con Tarenzi che sostituisce Giacinti nervosa e polemicamente aggressiva su una avversaria che la sgambetta. E’ il segno della resa. Chiudiamo con 14 tiri subiti ed 11 fatti, possesso 51 a 49 per la Danimarca, 79% a 76% di precisione passaggi ancora per loro ma 426 passaggi contro 424 per le Azzurre. Numeri che si equivalgono, ma è stato netto il divario tra le due compagini, testimoniato non soltanto dal risultato ma dalla mentalità messa in campo dalle Rosse e dalla superiore classe delle singole giocatrici danesi. Due ammonite per parte e 4 angoli ad 1 per le scandinave gli ultimi dati. Lo scettro tra le due Regine del girone ora sembra saldamente in mano alle nostre avversarie. E non c’è affetto o avversione che in questa occasione possano cambiare faccia alla giustizia del risultato di questa partita.

Adesso testa ad Israele; vittoria obbligata, poi il ritorno in Danimarca. Abbiamo già visto le Azzurre stupire tutti: questa volta non sarà facile, ma il calcio può riservare sorprese.

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