Condividi l'articolo

Che non sarebbe stato un sabato qualunque per la Fiorentina lo si poteva intuire, immaginare, preventivare. Che sarebbe stata per la squadra di Cincotta una partita certamente complicata e difficile, contro una squadra con un buon organico ed un bel gioco lo si sapeva bene. La Fiorentina non aveva ancora mai perso, e le premesse per un match equilibrato ed incerto c’erano tutte; del resto anche il Sassuolo aveva zero nella casella delle sconfitte. Due imbattute, una contro l’altra. Di sicuro c’era soltanto la qualità dello spettacolo che entrambe le squadre avrebbero fornito. Era nei numeri, nelle equivalenti doti tecniche e tattiche dei team in campo, nell’agonismo mostrato nelle precedenti uscite di Campionato. Incertezza, incertezza assoluta. Era folle pensare che a fine partita avremmo parlato di una debacle clamorosa di una delle due squadre, così come folle era pensare che avremmo visto un evidente divario tra i due “undici”. Equilibrio, equilibrio assoluto. Ed invece…il Sassuolo ha letteralmente dominato una Viola impossibile da riconoscere, tanto che il gap non emerge solo dal risultato finale, ma da tutti i dettagli e le componenti che connotano una squadra, a cominciare da quelli agonistici e psicologici. Insomma, una superiorità netta e su tutti i fronti, evidente già dai primi minuti. Una prevalenza sovrastante quella delle neroverdi tale da annichilire la compagine avversaria, ed una subalternità, quella delle Viola, che ha sorpreso, che ha lasciato anche domande senza risposta: una su tutte, dov’era la Fiorentina vista nelle tre precedenti uscite ? E dov’era Tatiana Bonetti, altra domanda che ha trovato risposta soltanto a fine gara…ma questo è un altro discorso. Così è stato, ciò è accaduto. Un 1-3 che sta pure stretto alle ospiti, così spigliate, così disinvolte e spumeggianti, così intraprendenti e temerarie, addirittura creative nella loro semplicità quando si è trattato di produrre gioco per attaccare, rigorosamente scientifiche quando si è trattato di difendere, lucidamente logiche quando si è trattato di gestire il pallone. Una Fiorentina senza bussola ha potuto opporre davvero poco difronte alla strabordante autorità tecnica delle avversarie, giocando in pratica soltanto negli ultimi quindici minuti quando tutto ormai appariva definitivamente irrecuperabile. Viola surclassate sul prato, e tifosi e spettatori televisivi impressionati dalla giovanissima e talentuosa Bugeja, dalla pratica e concreta Pirone, dalla tenace stoccatrice Dubcova, dalla ex Philtjens e da tutte le altre, che hanno suonato musica da vera orchestra. Le Viola hanno deluso come complesso di squadra, eccezion fatta per la Neto, discreta prova la sua macchiata però dal fallo da rigore che ha spianato la strada alle avversarie e per di più in un punto dell’area dove era facile evitarlo, per la Schoffenegger, che ha parato ciò che ha potuto, per la Thogersen, che è scesa sulla fascia con sufficiente costanza e per la subentrata Breitner, autrice del gol ma anche elemento che ha dato un filo di fiducia e raziocinio alla squadra. Subendo costantemente in tutte le fasi le ragazze di Piovani, La Fiorentina è sembrata schierata senza un perché tattico, senza coralità, senza vigore agonistico, e la squadra è apparsa senza spinta, senza motivazioni, come non ci fosse stato un obiettivo chiaro ed importante da raggiungere. La stessa Sabatino ha avuto difficoltà nel farsi servire e tutte le azioni imbastite dalla squadra per arrivare a servirla sembravano mancare di velocità e convinzione; manovra slegata ed involuta per 75 minuti, poi una specie di resipiscenza inutile e fuori tempo nell’ultimo quarto d’ora. Ma sotto la porta avversaria le gigliate hanno sempre mancato di precisione, non solo prima ma anche dopo i tre gol delle avversarie; e nello score che non si vedrà mai, quello non riportato se non nelle cronache minuto per minuto, al Sassuolo vanno aggiunti tre pali che hanno impreziosito e suggellato la indiscutibile e chiara superiorità.  Rimane per le ex capolista l’impotenza, oltre che l’amarezza e il dispiacere: al cospetto di una prestazione così negativa possiamo e dobbiamo porci qualche domanda, posto che una risposta soddisfacente è difficile da trovare. Ed anche e sopratutto Cincotta dovrà capire cosa sia accaduto. Una contro prestazione del genere lascia interdetti…noi, da osservatori, non possiamo aggiungere ulteriori note di biasimo; possiamo invece e con benevolenza considerare la partita come nata male in una giornata storta. In un Campionato capita e ci può stare. Fosse davvero così, fosse realmente un solo episodio, un inciampo, già dalla prossima partita dovremmo tornare a vedere le Viola in campo sicure e predominanti, come visto nelle prime tre giornate. Allora, diamo per certo sia stata solo una difficile giornata, una complicata partita contro un avversario tosto, e aspettiamo con fiducia un ritorno immediato alla vittoria della Fiorentina. Dicevamo…già dalla prossima: controlliamo il calendario e…

 

Credit Ph Sassuolo Us Twitter

PAGELLE

SCHOFFENEGGER  5.5   para quel che può, ma raccoglie tre palloni dalla rete

ZANOLI  5   pur sempre una giovanissima ma se non rende lei la squadra soffre

THOGERSEN  6   davvero instancabile, ce ne vorrebbe un’altra

QUINN  5.5   rimane una certezza anche in una giornata pessima

TORTELLI  5   partita davvero difficile per lei, sballottata di qua e di là

MIDDAG   4.5   fatica a trovare una sistemazione in campo

ADAMI   4.5   impossibile dare una valutazione, travolta

MASCARELLO  5   prova qualcosa, ma annega come tutte tra i flutti neroverdi

NETO   6.5   ha classe e fantasia, ma la difficoltà è stata applicarle in campo

PIEMONTE  5   la ragazza è potente ma poco determinante

SABATINO  5   non proprio il sabato della Sabatino

BREITNER  6   giocatrice vera, la sufficienza la meritava anche senza gol

VIGILUCCI  5   non può nulla, un po’ meglio di Adami

CLELLAND   5   impalpabile, senza verve

CORDIA   5.5   fa vedere un filo di tenacia

CATENA   5   non risolve le insicurezze della squadra

Translate »