la prima donna a dirigere una finale di maschi nella Turchia di Erdogan

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il presidente degli arbitri italiani, Marcello Nicchi,intervistato dal Corriere dello Sport: sulla decisione dell’UEFA di affidare la direzione di gara della Supercoppa europea del 14 agosto fra Chelsea e Liverpool a una donna: la francese Stéphanie Frappart.



Appunto, ed io non voglio entrarci. Perché gli arbitri, tutti, li guardo con occhio tecnico. Punto. Sono state fatte delle valutazioni, che non commento perché non spetta a me farlo. Dico solo che spero non sia stato, e spero che non sarà, solo uno spot. Non è una questione di differenza di sesso. Ma di step da seguire. Non posso affidare Juve-Inter o Napoli-Juve ad un primo anno in serie A. Indipendentemente che sia un uomo o una donna. Bisogna seguire un percorso”.

35 anni , un metro e sessantaquattro di altezza, la  Stéphanie Frappart è francese, single, con la passione del pallone sin da bambina.



Voleva diventare una calciatrice ma, una volta capito che non sarebbe stato quello il suo futuro, ha dirottato verso la carriera arbitrale. Non esattamente una scelta di comodo. La madre era costretta ad abbandonare gli spalti per non sentire le offese rivolte alla figlia.

E’ stata la prima donna francese ad arbitrare una partita di calcio maschile di Ligue2. Di cartellini gialli ne esibì 4 in quella occasione. Il 28 aprile di quest’anno ha esordito anche in Ligue1. A giugno ha diretto la finale del mondiale femminile tra Stati Uniti e Olanda.

 

 La prima donna a dirigere una finale di maschi nella Turchia di Erdogan.

Stephanie non vuole essere un manifesto della causa femminile. Vuole essere apprezzata per come arbitra. Dice di sé:  “Non sono un alibi per la causa femminile, credo di essere qui per le mie capacità. Non sono affascinante, non credo di essere egocentrica, spero solo di avere un mio stile. Dopo una delle mie prime partite un allenatore disse che il rigore c’era ma io non l’avevo visto. Disse che probabilmente stavo facendo pattinaggio. Aggiunse anche che sarà sempre complicato per una donna arbitrare uno sport da uomini. Cosa gli ho risposto? Non ho voluto parlare con lui, ciascuno deve andare per la propria strada”.

 

 P.S.

In Italia nemmeno una donna tra serie A e B!!!!




Fonte:ilnapolista.it

Foto:Wikimedia Commons

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