Gianni De Magistris: Firenze, lo sport minore e il calcio femminile

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Il cinema è fatto da attori e alcuni di questi diventano star riconosciute. Lo sport ha qualcosa in comune: è fatto da atleti e alcuni di questi diventano campioni acclamati. La consacrazione pubblica è un tratto che rende simili il mondo dello spettacolo e lo sport, ma c’è qualcosa che li differenzia del tutto: lo sport non è finzione scenica. Gianni De Magistris ne sa qualcosa: già campione italiano di nuoto nei 1500 (più altri titoli in staffetta), per oltre 20 anni ha giocato nel campionato di pallanuoto (bandiera della RN Florentia) con 1880 gol, per non dire delle 388 partite in Nazionale e delle sue 751 reti, 5 Olimpiadi…no, Gianni De Magistris in carriera non ha recitato, ha invece giocato, combattuto, segnato a valanga e vinto. Vinto tanto: ai Mondiali un alloro ed un terzo posto, un argento Olimpico, terzo in Coppa del Mondo e agli Europei, due scudetti ed una Coppa Italia con la RN Florentia, oltre ai sedici titoli di capocannoniere del massimo Campionato italiano. Gianni De Magistris nella sua lunghissima carriera non ha recitato, non ha mai recitato neanche nella vita di tutti i giorni, e lo dimostra con le sue prime parole di questa intervista che ci ha cortesemente rilasciato: “Sono l’unico che ha portato una Champions a Firenze, e l’ho fatto con una squadra femminile !” Tra i trofei vinti da giocatore dal campione fiorentino infatti c’è da aggiungere quelli da allenatore: oltre ad un Campionato Nazionale femminile di pallanuoto con la Fiorentina Waterpolo, spicca una Champions Cup ed una Supercoppa Europea, tutto nel magnifico biennio 2006/2007, passate quasi inosservate.

L’unica Champions che Firenze ha vinto è merito suo. Ed è al femminile. La conserva a casa, perchè la squadra non esiste più. “In Italia manca la cultura sportiva, e questo si vede chiaramente dalle trasmissioni televisive. Prendiamo ad esempio la Domenica Sportiva: viene denominata sportiva, cioè di sport, ed invece tratta al 95% il calcio…calcio, calcio, calcio maschile, non se ne può più ! La colpa è delle Federazioni che non sanno imporsi; avessi cento lire ed una Federazione minore in mano, 50 le investirei sulla comunicazione: diventerebbero subito coinvolgimento popolare. Smuovi la domanda, e la crei, solo se metti in risalto l’offerta“. Come si fa a non dargli ragione. “Con il rugby ci hanno provato: grande rilievo pubblicitario, zero risultati internazionali ma stadi sempre pieni“.

 

Non può mancare un paragone con gli anni d’oro della RN Florentia: “Giocammo la partita contro il fortissimo Recco davanti a 8000 spettatori. Venne tutta la AC Fiorentina a vederci, c’era pure Antognoni (di cui è un grande amico), ma anche Di Biasi e Cagnotto…il biglietto costava 1300 lire, in prevendita furono venduti 2600 biglietti…un’ora prima dell’inizio della partita lo stadio era già strapieno…quando vinci stanno tutti con te. L’esperienza del basket fiorentino di quegli anni è sintomatica: sei mila, settemila persone a vedere la Neutro Roberts vincere…poi, quando si iniziò a perdere le partite si perse anche il pubblico…“. Aggiunge poi: “Gli italiani sono un popolo di pecoroni.” Ma lui non sembrerebbe tale, appare più come il cane da guardia che cerca di convogliare le pecore nell’ovile del buonsenso. De Magistris non interpreta mai un ruolo, non è un attore.

De Magistris non recitava neanche quando si scontrava con Carraro o con Pescante dopo le vittorie italiane nelle competizioni internazionali, colpevoli le Istituzioni sportive di non aver dato il giusto risalto agli sport minori, (di nicchia si direbbe), ma pronti a saltare sul carro dei festeggiamenti quando il tricolore sventolava sul podio. E non ha recitato neanche quando questo inverno ha restituito il Fiorino D’Oro al Comune di Firenze. Lo ha fatto e basta. Davvero, come aveva anticipato. Questo suo clamoroso atto è stato l’effetto del vergognoso comportamento delle Istituzioni comunali fiorentine, assenti in occasione del triste lutto che lo aveva investito pochi giorni prima, quando la adorata moglie Marcella lo lasciò dopo una grave malattia. Nessuna personalità pubblica cittadina al funerale, e neanche un atto pubblico di contrizione da parte di certi esponenti politici di Firenze…e nel dopo solo inaccettabili bassezze giustificative per il superficiale comportamento.

L’episodio, che ha avuto una grave ricaduta pubblica e clamorosi effetti mediatici, speriamo venga ricomposto dagli attesi festeggiamenti cittadini (e nazionali) che tutti ci aspettiamo per il 3 dicembre, giorno nel quale il Pelè della vasca compirà 70 anni. Il colloquio con De Magistris è sempre essenziale, tra l’una e l’altra opinione non c’è uno spazio, i suoi giudizi si compattano in una dimensione che sembra sottovuoto, tanto sono sintetici ma fitti e ricchi di significati tutti evidenti. Come tutti i fiorentini è una persona che non si sottrae mai ad uno schietto colloquio: “Il calcio femminile ha enormi potenzialità, i media giocheranno un ruolo fondamentale“.

Chiaro nei concetti, sempre consequenziale nel rapporto causa-effetto e logico nelle deduzioni, Gianni De Magistris non recita mai.  Anzi, lotta sempre sopra e sotto il pelo dell’acqua dialogica, attacca e difende, scalcia e non si lascia imbrigliare, in vasca non si è mai arreso e non si arrende ancora. Quando gli chiediamo dell’addio di Alia Guagni conferma le sue qualità, va dritto al centro dell’argomento: ” Per me è stata una sorpresa, non me lo aspettavo davvero“. Aggiunge da tifoso: “Seguo il calcio femminile, e mi è dispiaciuto. Lo sport di oggi conferma che non esistono più bandiere. Commisso ha venduto troppo, anche la Mauro, giocatrici importanti. Temo la squadra si sia indebolita, anche se sono arrivate atlete di spessore; staremo a vedere, non ho certezze…“. Lo sport italiano aveva un Campione in vasca e oggi forse non si accorge dell’icona che rappresenta un uomo vero come Gianni De Magistris, innamorato dello sport, tutto. La Firenze sportiva ha bisogno di lui.  Ancora.

Di Alessandro Pomarici

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