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Ci sono giornate in cui tutto riesce alla perfezione, in cui l’eroe risulta invincibile, e le sue armi vincono tutti gli assalti che in battaglia gli vengono portati.

Mutuando la mitologia latina accadeva quando Bellona, la Dea che a Roma identificava la Vittoria, accompagnava le gesta e le azioni di coloro che venivano da lei protetti, schierandosi a loro supporto con ogni mezzo contro gli antagonisti. Ma per ottenere le grazie della Dea bisognava essere “eletti”, e ci voleva perizia, animo, coraggio, fiducia; tutte queste qualità le abbiamo ammirate nel portiere dell’Hellas Francesca Durante, splendida ed insuperabile protagonista della passata domenica pomeriggio al Bozzi. Magnifica, sicura, lucida, attenta, un vero felino tra i pali, l’estremo difensore delle veronesi, ed ex viola, in ogni modo ha impedito alle avversarie di passare, interpretando splendidamente il ruolo di portiere in una squadra che sembrava, sulla carta, destinata alla sicura sconfitta.

La Dea domenica pomeriggio era con lei, ed è stata lei l’eletta della partita. E quando ciò si verifica, quando gli Dei decidono da che parte stare, per i rivali non c’è scampo. Domenica inoltre l’avversa sorte e la crudeltà, riunite in sodalizio, si sono integrate fra loro in una singolare forma unica che ha avuto un ulteriore potere divino contro la Fiorentina; e a quel punto, con tutto il Cielo schierato contro, per le ragazze di Cincotta era certa la sconfitta.

In questa metaforica rappresentazione pagana possiamo immaginare che la Divinità Spietata, (definiamola Sfortuna), abbia lavorato anch’essa a favore delle elette, ed abbia inciso per tutta la battaglia dei novanta minuti contro le giocatrici della Fiorentina, decretando per le gigliate la terza sconfitta consecutiva in campionato.

La partita di domenica che ha visto trionfare le scaligere ha mostrato come il dominio del gioco, la superiorità anche tecnica e tattica di una squadra non siano sempre sufficienti per portare a casa il risultato. Una Fiorentina davvero incompiuta, che ha avuto la palla tra i piedi in percentuali altissime, che ha gettato al vento occasioni da rete, che ha premuto e dominato per lunghi tratti, ma che ha dimostrato di esser diventata una squadra che ha smarrito la via del gol; una squadra che può anche avere a fine partita i numeri statistici tutti dalla sua parte, ma se il tabellino recita zero punti c’è da chiedersi dove sia il problema. Contro l’ottimo Sassuolo e la dirompente squadra bianconera in testa al campionato una sconfitta ci può anche stare; ma, con tutto il rispetto per le veronesi, che a Firenze hanno impostato l’unica partita che potevano giocare, quella del contenimento, se non trovi la via del gol contro una squadra che complessivamente non vale il tuo bagaglio tecnico non vinci.

In più, se commetti l’ingenuità di farti infilare in velocità in contropiede…Ora, senza riportare tutte le occasioni avute, sopratutto nel primo tempo con Adami, Zanoli, quelle addirittura  doppie di Vigilucci/Middag e della Neto, della Thogersen e della Sabatino e poi ancora quelle nella ripresa, va sottolineato che la Viola sembra perdere concretezza se non realizza subito un gol, e di conseguenza sembra perdere sicurezza in maniera direttamente proporzionale all’aumento dell’affanno e al sopraggiungere della concitazione, diventando il gioco confusionario ed arruffato, senza più rigore tattico e logico. E non siano un alibi le assenze di Mascarello, di Quinn, di Piemonte ed il mezzo servizio di Bonetti. La squadra ha costruito si, ma non ha segnato ! In più nelle ultime due partite l’undici Viola ha finito sempre in dieci…E quando vedi ciccare da esperte giocatrici mezze rovesciate da ottima posizione o sbagliare da altre controlli elementari, quando noti improvvise inversioni tecniche o agonistiche, quando ti rendi conto che ci sono giocatrici a spasso per il campo senza una posizione, quando osservi che esperte bomber di razza vanno a cercare rigori improbabili tuffandosi in area avversaria…quando il simbolo della squadra giunge al punto di utilizzare non più la dote atletica e tecnica ma l’astuzia per ingannare l’arbitro, beh…è il segno che forse tutto il team sta perdendo la testa, inseguendo il gol in modo non più coerente e strutturato come mostrato nelle prime partite, tempi recenti in cui la squadra macinava gioco e realizzava bene e tanto. E se perdi sull’unico tiro in porta delle avversarie, se concedi un rigore subito in contropiede… Sono considerazioni che non puntano il dito contro le singole giocatrici, che non equivalgono ad una bocciatura definitiva: certo, la stagione sembra compromessa. Se dopo la grave sconfitta contro le Zebre Cincotta doveva porsi delle domande, dopo questa dovrà trovare delle risposte. Pena l’andamento anche psicologico di una squadra che deve fare in fretta a ritrovare sè stessa e a recuperare in breve il favore degli Dei.

Credit Ph Alessio Boschi

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