Empoli Ladies, Genovese: “Serie A? Conquistata sul campo con merito.”

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L’Empoli Ladies ritorna in serie A. Un campionato perfetto, una squadra eccezionale, una domenica che difficilmente potrà essere dimenticata, una domenica che ha mandato tutti in “estAsi” al triplice fischio, come afferma il vice-allenatore delle toscane, responsabile della tattica di squadra, Antonio Genovese. Tuttavia, prima che la festa potesse avere inizio, bisognava battere necessariamente la Lazio di Mister Tesse, e non solo. La promozione sarebbe passata anche da Milano, in quanto l’Inter avrebbe dovuto fare punti in casa contro il Ravenna. Cosa si prova quando, in parte, si è coscienti del fatto che il destino della propria squadra possa determinarsi su un altro campo? Probabilmente uno stato d’animo che non può essere descritto in alcun modo. Forse ansia, tanta ansia. Abbiamo cercato di trasmettere alla squadra positività e ottimismo, senza fare alcun riferimento al risultato che stava maturando a Milano, per evitare le ragazze potessero deconcentrarsi sul proprio campo e farsi condizionare da una partita che non spettava a loro giocare. Calcoli, supposizioni, dubbi conditi dal timore che qualcosa potesse andare storto. Difficile tenere a freno tutte queste preoccupazioni, difficile non farsi sopraffare dalle emozioni, soprattutto dopo il goal del 2 a 1 di Palombi al 70°.  Contro la Lazio una grandissima partita, giocata al cardiopalma fino all’ultimo istante. Come avete vissuto gli ultimi minuti di gara? Inutile dirlo, eravamo tesi come una corda di violino, contavamo i secondi che ci separavano dal nostro obiettivo, incitavamo ad ogni tocco di palla le nostre ragazze, sembrava come se fossimo tutti in campo, difendevamo con il pensiero, noi dalla panchina, questo prezioso risultato. Al triplice fischio, inizia la festa. Meritata, per quanto visto sul campo, nel corso dell’intero campionato. Quando è stato che avete capito che questo sogno sarebbe potuto diventare realtà? Meritata, sì, per tutto ciò che la squadra ha fatto di buono. Non sono mancati, nel corso dell’anno, i complimenti provenienti dai tifosi, dagli addetti ai lavori, dai nostri avversari, per il gioco espresso che, a detta di molti è stato giudicato come il più bello, armonioso ed efficace. Le ragazze sono state messe nelle condizioni di svolgere al meglio il proprio lavoro, a partire dalle strutture messe a disposizione fino ad arrivare allo staff da “squadra maschile” che oggigiorno, purtroppo, non tutti hanno la fortuna di avere.  Amo il calcio, vivo di sensazioni, vivo d’emozioni che questo sport sa regalarmi ogni volta. Tutti sanno che il 20 Agosto, nel corso del 1° giorno della preparazione estiva, mi è bastato osservare le giocatrici per capire che questa squadra possedeva un non so che di magico. Non conoscevo ancora bene l’ambiente, non conoscevo bene la rosa, eppure ho avuto ragione, magia è stata, alla fine. Siamo in serie A. Una squadra giovanissima che si integra perfettamente alle ragazze più grandi ed esperte. Un connubio perfetto che lascia ben presagire per il futuro. Fin dove può arrivare questa squadra? Abbiamo una rosa giovane e molte di loro posseggono già tanta esperienza. C’è molto entusiasmo, voglia di fare e dimostrare. Lavorano tutte duramente nel corso degli allenamenti, ciascuna di loro si mette continuamente a disposizione della squadra, difficile è infatti per noi poi la domenica prendere determinate decisioni sulla formazione iniziale.  Il prossimo campionato sarà veramente duro perché 10 squadre su 12 sono collegate al calcio professionistico maschile, eppure noi siamo pienamente consapevoli dei nostri mezzi e sono convinto che, con qualche elemento di rinforzo in più, riusciremo a toglierci grandi soddisfazioni per una salvezza tranquilla. Il calcio femminile è in netta ascesa, sta vivendo un momento magico nonostante continuino a piovere critiche sulle donne. Cosa ci riserverà il futuro? Oggigiorno non faccio che vedere ex-calciatori professionisti e giornalisti che sputano sentenze contro il calcio femminile senza conoscerlo. Ribadisco senza conoscerlo, perché se lo conoscessero davvero non potrebbero mai e poi mai pronunciare determinate offese. Sono fermamente convinto che, tra non molto, il calcio femminile anche in Italia avrà la giusta visibilità e solo allora tutti non vedranno l’ora di salire sul carro dei vincitori, limitandosi ad un “mea culpa” che, a quel punto, purtroppo, non colmerà quanto detto in passato. 

Giovanna Miano

Foto: di Nicolò Laneve

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