Dopo Fiorentina-Juventus è cambiato il calcio femminile? Il paradosso in una partita…

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Brutto episodio avvenuto ieri allo Stadio Bozzi di Firenze. Durante la partita del campionato femminile di Serie A tra Fiorentina e Juventus, Cristiana Girelli è stata bersagliata da pesanti insulti sessisti. L’attaccante della compagine bianconera e della nazionale italiana ha ricevuto l’appoggio e il sostegno di compagne ed avversarie, proprio nella giornata contro la violenza sulle donne. Per la cronaca, la partita si è conclusa con il risultato di 0-2, grazie anche ad una rete della stessa Girelli.

Nel post-partita, proprio la Girelli è stata intervistata sull’accaduto. La bianconera ha citato per l’occasione il suo collega Leonardo Bonucci, con la sua discussa frase “La mamma degli ignoranti è sempre incinta”. La Girelli ha fortemente (e giustamente) criticato l’avvenuto, nell’auspicio di non incontrare più gente come quella che l’ha insultata sui campi da calcio. In difesa della giocatrice sono arrivate anche le dichiarazioni rilasciate da Stefano Braghin. Il responsabile della Juventus Women ha sottolineato come l’ingresso di club “maschili” nel calcio femminile debba essere un’occasione per portare valori positivi e non viceversa.

Fa eco alle parole di Braghin il commento del presidente delle Viola, Sandro Mencucci:

“Quello che non c’era mai stato nel calcio femminile, sono proprio queste scene di maleducazione. Il calcio femminile è bello perché queste cose non accadono. La Girelli, tra l’altro, è una bravissima calciatrice e anche una bellissima ragazza. Purtroppo qui ci portiamo dietro quello che succede nel calcio maschile. Ma visto che lo spettacolo è bello e le squadre stanno dando il massimo, nessuno merita insulti. Io sono favorevole per un tifo all’inglese, spero che le persone si rendano conto che è meglio applaudire e basta

L‘attacco di Mencucci all’universo calcistico maschile è tanto aspro quanto – purtroppo – fondato. Troppo spesso i tifosi non capiscono quando è il momento di fermarsi e questo non deve assolutamente accadere. Lo dimostra il fatto che questa spiacevole storia sia capitata proprio in una giornata come quella di ieri. Se è vero che il movimento del calcio femminile in Italia deve ancora crescere molto e, sotto alcuni aspetti, apprendere da quello maschile, per altri versi dovrebbe accadere l’opposto. Il rispetto degli avversari non è una questione di genere.

Fonte: numero-diez di Alessandro Zinesi

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