COSA C’È NELLE NUOVE DIVISE PER I MONDIALI DI CALCIO FEMMINILE

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Questa innovazione è promossa anzitutto dalle atlete, che hanno partecipato in prima persona al progetto delle divise Nike in poliestere riciclato, spiegando ai designer che è preferibile un collo a V, a patto che lo scollo non sia troppo profondo, solo quanto necessario da far scivolare facilmente la testa (e i capelli) in modo facile e veloce; che i cordoncini e le cuciture laterali sui pantaloncini possono essere d’impiccio; che le maniche non devono essere troppo corte per essere considerate femminili; che il taglio degli shorts fa la differenza e molto altro.

Successivamente, le misurazioni 4D delle calciatrici coinvolte nella ricerca sono state acquisite nel Nike Sports Research Lab, insieme alla mappatura del calore delle zone del corpo più soggette alla traspirazione per garantire zone di ventilazione adeguate sulle divise e allo studio del corpo in moto per valutare l’impatto del movimento sugli indumenti.

Non solo dati, però: “Il nostro processo inizia sempre ascoltando la voce dell’atleta. – ­spiega Janett Nichol, Vice Presidente del dipartimento di Apparel Innovation in Nike ­­–­ Osserviamo anche il movimento e interpretiamo i dati con i nuovi strumenti a nostra disposizione. Ci riusciamo grazie all’incoraggiamento di un dialogo tra atleti, dati, designer, ingegneri e così via. Per elevare veramente le prestazioni e lo stato d’animo di un’atleta, sappiamo che dobbiamo rimanere umani e creare una connessione emotiva”.
Fonte:elledecor.com
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