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TORNANO LE LUPE!

Ogni storia si scrive per regalare emozioni, per dare sempre speranza ad ogni vicenda umana. Forse è per questo che si sente il bisogno di accompagnare con le parole i propri passi, perché altri sappiano di camminare insieme a noi. E perché sappiano un giorno di potersi rialzare. Così, dopo tre passi stentanti nella terra di nessuno contro il Napoli, le Lupe tornano le mitiche cacciatrici di cui si era persa memoria.

Seppur in lontananza, tornano ad avvistare la preda. E chi scrive, di nuovo, si sente un aedo, prima che un tecnico. Bavagnoli sperimenta un quasi inedito 4-2-3-1, con Andressa più avanti, a portare la prima aggressione, rispetto a Giugliano e Ciccotti. In difesa debutta, e che debutto!, Elena Linari. Cattiveria e concretezza, pochi fronzoli ed una sicurezza ritrovata, senza nulla togliere a Pettenuzzo, fin qui tra le migliori della stagione. Il suo acquisto, peraltro, potrebbe portare a nuove opzioni: Swaby terzino destro, oppure, in alcuni momenti, una difesa a tre, ma questo comporterebbe rivedere tutti i movimenti d’insieme, soprattutto in fase di non possesso. Sta di fatto che questa volta, contro un avversario che ha nove punti in più in classifica, la Roma non sbaglia nulla e dimostra che tutto può ancora cambiare. Al 6’ è già gol. Soffia crossa dalla destra, Thomas controlla e va giù in area, ma non ha neppure il tempo di lamentarsi, perché Giugliano ruba palla da dietro e scaraventa in rete tutta la sua rabbia.

 

L’esultanza feroce dice tutto. Il pressing è altissimo e non ci sono errori, né si concedono ripartenze. Le occasioni fioccano: al 23’, Serturini per due volte da buona posizione, si fa ribattere il tiro; al 25’, Lazaro viene a girare di testa sul primo palo da calcio d’angolo e manda di poco alto. Al 41’, è il raddoppio. Su una respinta troppo corta di Lemey, Andressa sfodera un sinistro perfetto che si insacca all’angolino. Ottima la prestazione della brasiliana, che finalmente ritrova i gol che servono. Il Sassuolo si fa vivo in chiusura di tempo due con volte con Valeria Pirone, tra le migliori. Prima arriva ad una conclusione ravvicinata, al 45’, sugli sviluppi di un corner che clamorosamente aveva attraversato tutta l’area di porta (l’atavico problema delle traiettorie aeree!); poi, nel minuto di recupero, costringe Caesar, quanto mai plastica oggi, ad un bel tuffo.

 

La ripresa vede il Sassuolo attaccare, ma la linea delle Lupe non concede nulla, è concreta e attenta. Giugliano riparte sempre alla perfezione, Thomas e Lazaro lottano, anche se quest’ultima appare aver perso la precisione nel tiro. Non si registrano molte occasioni. Le neroverdi sono pericolose in un paio di mischie da palla inattiva, ma non arrivano mai davanti al portiere con lo scambio. La Roma controlla e prova a colpire.

 

Al 68’, Annamaria va via al suo solito, rientra sul destro, ma è murata da Mihashi, autrice di un’ottima prestazione.

 

La palla per riaprire la partita, capita sui piedi di Filangeri, che all’altezza del dischetto di rigore, raccoglie una corta respinta di Linari, stoppa e tira, ma la conclusione è centrale e Ceasar blocca. C’è ancora tempo per i cambi. Erzen sostituisce Soffia e Bernauer (contenti di rivedere Vanessa!) un’affaticata Andressa. Speriamo che non si tratti di nulla di grave per lei. L’ultima chance è giallorossa. Contropiede perfetto: Bernauer-Serturini-Lazoro-Thomas. Lindsey, purtroppo e incredibilmente, manda a lato. C’è bisogno dei suoi gol e c’è bisogno del ritorno della Guerriera che deve sentirsi addosso la nostra Maglia. Lo si è detto, molte domeniche fa. Questa deve essere la carica per tornare grandi, il tempo c’è e la classifica lo permette ancora. Quel che conforta di oggi è l’ottima solidità difensiva dimostrata, la squadra non ha subito le solite penetrazioni in verticale. Sarà stato merito di Linari o dei due mediani davanti alla difesa? Sicuramente di ambedue i fattori, ma soprattutto di una compagine che sembra aver ritrovato compattezza. Ora giocatrici che hanno tutti i mezzi del mondo devono prendersi le loro responsabilità. Tutte devono dare qualcosa in più, osare rischiare la giocata, sacrificarsi in fase di non possesso. Un’altra strada non c’è.

Le Lupe hanno ululato, ma una minaccia non basta, devono far tremare tutti per loro fame. Possono e devono farlo soltanto in branco, come è nel calcio e nell’esperienza umana che qui si ha l’onore di raccontare.

Pietro Secchi   

Credit Ph Luciano Sacchini  

             

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